Berlino: assaggi di Fashion Week. #Videdressing.com

La snob loves berlin

Berlino a Gennaio non significa solo saldi.

Ma anche Mercedes-Benz Fashion Week. 

La cittá per un paio di giorni si anima ancora piú del normale. Protagonisti principali: improbabili hipsters, ammiccanti fashion bloggers, rampanti fotografi, sconosciuti DJ, ingenui compratori e venditori di fumo. Il paradiso delle borsine in tela come cadeaux, delle bottigliette di spumante a gratis, dei giornali di moda anche nei bagni pubblici apre le porte.

Ma non solo frivolezza. Il mondo della moda non é solo sorrisi finti e acrilici lustrini, quelli lasciamoli a chi é troppo snob per capire che moda significa anche creativitá e opportunitá di lavoro per tanti.

Ieri, nella rosea location dell’hotel NHow di Berlino ha preso vita il Blogger Bazaar. Dopo Monaco ed Amburgo, le fashion bloggers tedesche piú conosciute, ma solo per chi bazzicca nell’ambiente, si sono riunite per mettere in vendita alcuni capi del loro guardaroba. Prezzi popolari e a volte pezzi di moda da dimenticare, ma pur sempre occasione di incontro e di scambio. Partner commerciali d’eccezione e sponsor alcolici, che si sa con un po’ di bollicine tutto sembra piú favoloso.

Occasione anche per fare una chiacchierata con Elisa Grimaldi di Videdressing.com, portale online per la compravendita di vestiti nuovi o di seconda mano, che fra due settimane sbarcherá anche sul mercato italiano. Snocciolo un po’ di numeri: si tratta di una community internazionale che mette in comunicazione 450.000 utenti, 700 fashion bloggers, 200 negozi di moda e 100 designers emergenti. 8.000 marchi, da Louis Vuitton a H&M, 600.000 prodotti e 2 milioni di visualizzazioni al mese.

Il sito, nato in Francia dall’idea di Meryl Job, trentenne americana trapiantata a Parigi con un passato in Chanel e la passione per la moda, permette per esempio a chi ha comprato quel vestito zebrato, mai indossato e che ormai sosta, vergine ed etichettato, sugli scaffali da mesi, di rivenderlo, decidendo autonomamente il prezzo e anticipando solo i costi di spedizione. Mi spiego anche cosí: vuoi svuotare l’armadio, che ormai é diventato talmente ingombrante che i vestiti si accumulano anche sopra il comodino? Decidi quali vuoi vendere, li fotografi con uno sfondo bianco o comunque che si veda bene il vestito e non scampoli di stoffa, vai sul sito Videdressing.com e crei un account. Decidi il prezzo sulla base ovviamente del marchio, della qualitá dei tessuti, della presenza di etichetta che ne certifica l’originalitá e ovviamente dell’“usaggio”. Non si imbroglia, non conviene. Inutile mettere in vendita quella maglietta 100% in poliestere usata parecchie volte, che puzza pure sotto le ascelle, ad un prezzo troppo alto. Inutile metterla in vendita, punto. Una volta messa le merce in esposizione si aspetta di trovare qualche acquirente. La transazione economica, che puó avvenire tramite i circuiti Paypal, Mastercard e Visa, prevede che Videdressing trattenga il 10% per il servizio sul prezzo di vendita e faccia da intermediario per il pagamento da buyer a seller.

Tu, che stai saltando sulla sedia perché sai che quel vestito zebrato finalmente non sará piú davanti ai tuoi occhi ogni mattina, capace di mettere in dubbio il tuo senso dello stile, dovrai solo occuparti della spedizione. I cui costi ti verranno poi rimborsati (vengono inclusi nel prezzo totale di vendita e quindi pagati dall’acquirente, ma varia tra i 7,50 Euro e i 12 Euro quindi non cosí eccessivo). 

Ma non solo. Videdressing offre anche altre comoditá da scoprire direttamente sul sito Videdressing.com.

Una piattaforma europea, il sito é giá live in Francia e Germania, fra poco anche in Italia in italiano, ma con possibilitá di espansione internazionale e su piú canali. Anche perché la direzione é quella di diventare una piattaforma online per i negozi offline che non si possono permettere le spese di mantenimento di un sito. Un posto dove vendere l’invenduto per esempio; o ancora puó essere usato come vetrina da giovani designers che possono promuovere il proprio lavoro. 

Oppure puó essere interpretato come un utile strumento per permettere lo scambio di quel superfluo cosí superfluo che non abbiamo mai usato o che abbiamo usato molto poco.

A disposizione qualcuno che si occupa affinché la transazione economica avvenga nel modo piú sicuro possibile e una platea internazionale pronta ad aggiudicarsi il frutto di quella follia da sabato pomeriggio in giro con le amiche.

Siete pronti per svuotare l’armadio?

 

 

                          (Credits: lasnoblovesberlin)

 

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