I maschi berlinesi da frequentare almeno una volta nella vita #3

Ritratti

Continua la saga sui maschi berlinesi da frequentare almeno una volta nella vita ed é bastata una serata trascorsa in un club berlinese, tra maschere circensi e musica, per prendere ispirazione.

 

– I bisonti

Sono delle palle di testosterone ambulanti. Si muovono in gruppo, di solito quattro o cinque. Sono alti e grossi e puzzano di ormone appunto. Particolarmente energici, si agitano come se non ci fosse un domani, trascurando completamente sia il ritmo della musica che le persone che stanno loro intorno. Maglietta a maniche corte, scarpe ginniche, sudore che cola dalle lunghe masse pilifere, che siano capelli o peli sotto le ascelle, alzano le braccia, applaudono, fumano, urlano e ululano, inondando l’atmosfera con il loro spirito animale. Schiacciano alluci, distribuiscono gomitate e il livello massimo di idiozia lo raggiungono quando si infilano la bottiglia di vetro senza tappo del Club Mate nella tasca posteriore del jeans, che si sa non é un tessuto elastico. Cosí mentre il peloso culo ondeggia senza senso, la bottiglia, in bilico tra la natica e il vuoto, scappa al controllo ed esplode, sfracellandosi per terra e rovesciando il liquido adrenalinico sui piedi di chi ha la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Pensavi di andare ad una simpatica festa circense e invece sei allo zoo.

– “Los niños”

Si riconoscono subito. Zainetto, poca barba, totale assenza di deodorante, si agitano anche loro sempre in gruppo. Si localizzano subito perché sostano quasi sempre al centro della pista. Tendenzialmente nati agli inizi degli anni ’90, anche loro urlano e ululano, ma soprattutto mostrano interesse immediato verso qualsiasi ragazza che casualmente finisce nelle loro vicinanze. La circondano, ballando in modo molto ravvicinato e la fissano con uno sguardo da pesce lesso davvero poco invidiabile. Esaltati dalla musica, fomentati dai coriandoli che piovono dal soffitto, guardano e sorridono, sorridono e guardano. Fin quando sfiancati dal totale disinteresse mostrato nei loro confronti, girano la testa ed individuano una nuova preda. Sono gli stessi che spesso a fine serata rivedi fuori, accasciati su una sedia, con la testa tra le gambe mentre vomitano l’impossibile.

È tutta esperienza, niños, do not worry.

 

L’italiano che vive da 20 anni a Berlino

Si aggira tra i bagni indossando la polo con il colletto alzato; va in giro blaterando “minchiate” in un tedesco incomprensibile anche ai madrelingua. Appena riconosce un accento simile al suo, si appropinqua e fa le fatidiche domande:

“Sei italiana? Vivi qui? Da quanto tempo vivi a Berlino?”

Domande solite e note che lui fa non tanto perché realmente interessato alle risposte ma solo per elencarti con tono arrogante e di sfida, i seguenti punti:

– io vivo a Berlino da piú di venti anni;

– continuano ad arrivare italiani e li metterei tutti al rogo;

– tutti questi italiani, io sono qui da piú di venti anni e Berlino non era cosí; 

– tutti questi italiani se ne devono andare via.

Carissimo, potrei dedicarti delle ulteriori righe in questo blog ma non lo faró. È giá troppo il tempo che ti ho dedicato. 

Solo una cosa, visto che orgoglioso girovaghi per il club, rivendicando la tua lunga cittadinanza berlinese, abbi almeno la decenza di imparare il tedesco. Fai uno sforzo. Cosí almeno capirai quando le persone ti stanno mandando a fanculo.

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