I maschi berlinesi da frequentare almeno una volta nella vita #5

Ritratti

Continuano le perle…

– Il barista (da open-air o da club)

Super accessoriato. I dettagli che lo distinguono sono vari: barba, di quelle tante e spesse, cappellino in lana, di quelli che schiacciano stile condom la massa di capelli nascosta sotto, occhiale strutturato, che ti chiedi sempre se quelle lenti siano vere o stiano lá per gioco, pantalone con vista mutanda, di quelli che, nonostante la cinta, cadono sotto il culo lasciando all’ignara spettatrice la vista di un paio di slip in cotone grigio stinto che ti chiedi: “ma perché???”. Le caratteristiche comportamentali di questo individuo sono due: non vede ed é lento, lentissimo. 

Lui non ti vede. Eppure tu

non sei un membro dei Fantastici 4 e non diventi invisibile alla vista di un hipster. Eppure…

Puoi stare ore davanti al bancone che lui ti guarda ma non ti vede. Prima di servirti fa le seguenti cose: chiede al ragazzo ubriaco accanto a te che cosa vuole continuare a bere per annientarsi definitivamente, aiuta la bionda nana che fa fatica ad arrivare a prendere la birra perché il bancone é troppo alto, scambia sorrisi ammiccanti e simpatici con l’altro amico barista, decide di contare tutte le monete che ci sono in cassa nonostante ci siano cinquanta persone che attendono. Lui é cosí. Poi con la coda dell’occhio, intravede il tuo dito, alzato come a scuola quando si chiede alla prof. di andare in bagno, e a quel punto si avvicina e sorride. Tu vorresti mandarlo a cagare, ma hai sete e quindi gentilmente richiedi la bevanda. Una volta preso l’ordine, si gira, prende la bottiglia e la stappa. Prende i soldi e cerca il resto. Quando lo trova, e si tratta di una moneta, si accorge che deve scambiare urgentemente due parole con la collega con la coroncina di fiori. La maggior parte delle volte si tratta di argomenti di rilevanza internazionale perché la discussione dura anche piú di due minuti mentre tu continui ad aspettareAd un certo momento si ricorda di te e ti porta il resto. Tu sorridi e vorresti dirgli tante cose ma a quel punto vuoi solo andare a ballare. Vuoi solo perderti nella confusione e nei fumi artificiali dei beats, mentre lui passerá la serata a stappare bottiglie e raccogliere pfand. Tié.

– Il barista (da cocktail bar)

Di nero vestito, elegante nello sguardo e nella voce. Le mani si muovono perfettamente tra un Cosmopolitan e un Moscow Mule, che tu rimarresti ore seduta su quello sgabello a sgranocchiare noccioline e ad osservarlo mentre taglia, stappa, scechera e versa quei liquidi, alcolici e letterari, in quei bicchieri dalle forme cosí seducenti. Lui ti vede, eccome se ti vede e se non c’é tanta gente si ferma e chiacchiera. Conosce bene il potere afrodisiaco di uno shaker

Tu, nel frattempo sgranocchi e bevi, che in due ore ingurgiti l’equivalente calorico di quattro piatti di spaghetti al ragout di cinghiale. Bevi, cocktail dopo cocktail, e mangi. Lo mangi. Quel tatuaggio che sbuca dal collo della camicia, quelle mani curate, forti e leggere, che maneggiano acciaio e cristallo con l’attenzione tipica di chi sa cosa fa e lo fa con passione. Sorride ai clienti, scherza con i colleghi, ride e gioca come un bambino. Le fossette agli angoli della bocca sono la fine del mondo e la fine di tutto. Con il dito, timido come quando vorresti andare volontario ad un’interrogazione, richiami la sua attenzione. Lui si avvicina e tu sei lá, con la bocca impastata dalle arachidi e la testa impostata sulla modalitá SEX FANTASY, che vorresti dirgli: “Un Cosmopolitan e te, nudo, nel bagno fra cinque minuti, grazie” magari accompagnando le parole con qualche gesto come uno schiocco di dita o un occhiolino. Lui con uno sguardo inizialmente perplesso e poi divertito ti risponderebbe semplicemente: “Ok”. E allora tu risponderesti: “Ok”. E…

Invece niente. Lui si avvicina e tu, esitante e indecisa alla fine chiedi altro alcool o un bicchiere d’acqua. Avresti voluto osare ma non ne hai avuto il coraggio. Sarebbe stato rischioso, sarebbe potuto essere deludente o estremamente soddisfacente ma non lo saprai mai.

Ti accendi un’altra sigaretta, finisci e te ne vai, con la consapevolezza che prima o poi le fantasie devono diventare realtá.

E deve essere la prossima volta.

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