The end

La snob loves berlin

È stata la necessità di scappare da me stessa pur rimanendo nello stesso luogo a spingermi a creare la snob. Nessun intento bellicoso. All’inizio neanche un’identità chiara, un nome sul passaporto. Solo la snob. Di Berlino. Mi sono creata una dimensione parallela alla stessa velocità della mia vita berlinese, una fuga simultanea dalla realtà. Con il tempo la snob si è svelata nei suoi pensieri, è cresciuta, si è fatta una pagina Facebook, ha conosciuto decine di nuovi amici, ha fatto di Berlino la sua musa per raccontare storie vere e semiserie su quella che è la vita di una straniera. Con il tempo sono arrivata anche io, Claudia, il mio punto di vista e i miei traslochi, complice una trasmissione televisiva che ha sbattuto in prima serata il mio nome e cognome e quella faccia da balena che mi ritrovo. Ed è così che circondata da cazzetti di silicone pixelati in un sexy shop vegano di Berlino in compagnia di Maurizio Battista, comico romano dalla risata popolare, ho pensato bene di svelare l’anima della snob. Poi con il tempo è arrivata anche qualche collaborazione con altri blog, qualche intervista, qualche comparsata su pagine reali e virtuali: emozioni da principiante. Non ho mai pensato che questo blog potesse diventare la mia professione. Avrebbe perso il suo intento iniziale, quello di raccontare le mie storie, senza filtri e mandando a fanculo nozioni varie come target di riferimento, tecniche di SEO e SEM, Likes e Followers.

Con il tempo poi ci sono stati altri cambiamenti, la snob si è evoluta, ha incominciato a usare gli hashtag e il filtro Valencia di Instagram, ha twittato, poco, e ha viaggiato, tanto, con me. Ha cambiato piattaforma mentre io cambiavo casa e volavo dall’altra parte del mondo. E’ stata una fedele e ottima compagna di viaggio nel sud-est asiatico fino a quando piano piano, inevitabilmente, lentamente, la snob è stata fagocitata dalla routine quotidiana di una nuova milanese tutta ufficio e casa e aperitivi.  Non sono riuscita a mantenere la giusta distanza con la mia vita, non ho trovato più il tempo da dedicare a quello che era stato nella mia testa un progetto divertente, un viaggio in solitaria, una terapia emotiva. Ho smesso di scrivere e la snob è finita con me. Da qui la decisione di chiudere, di mettere un punto, di scrivere la parola fine, dopo quasi sette anni di relazione. È ora di iniziare nuovi viaggi. Tutto ciò che è stato rimarrà qui, tra queste pagine di wordpress gratuite. Grazie a tutti coloro che mi hanno accompagnato con entusiasmo, a volte mostrandone molto più di me, in questo lungo cammino.

Voi sapete chi siete.

Ciao snob.

Claudia

Loser

La snob loves berlin


Complice una città deserta, il caldo, amici teenager che si perdono nel fine settimana o che sono già perse in qualche cocktail da spiaggia, ho trovato chi mi farà compagnia durante questa estate tutta asfalto e aria condizionata: le Olimpiadi. Per quanto non ami tutto questo nazionalismo a reti unificate, scandali doping, nuove facce atletiche da social che a fine Settembre torneranno nell’ombra del dimenticatoio, è innegabile il fascino della gara olimpica, soprattutto il fascino dei perdenti. Così, inebetita e accaldata, mi sono ritrovata a guardare in una Domenica sera magicamente silenziosa le ragazze dei tuffi, quelle che in 4 secondi di sospensione si giocano anni di rinunce, sacrifici, chilometri macinati per raggiungere allenatori e compagni di vita. Tutti i giorni per anni.

Storie di donne con la valigia

La snob loves berlin

Ho sempre avuto un debole per le tematiche femminili ma non mi sono mai riconosciuta nella definizione di femminista. Ammiro chi prima di me si é battuta per quei diritti fondamentali e quei doveri elementari a cui le donne non avevano accesso per una mera questione di genere. Ammiro quelle donne che continuano a manifestare e a far sentire la loro voce per combattere quelle stupide discriminazioni che purtroppo appartengono, ancora, anche alla nostra generazione e al nostro mondo, seppur definito avanzato. Ma non sono femminista. Ci sono donne a cui non affiderei neanche l’ultima delle mie chiavette USB. Non sopporto la diffusa definizione di ragazze con le palle per ovvie ragioni: le donne non sono portatrici di testosteronici e spelacchiati testicoli e soprattutto non mi risulta che i suddetti possano essere utilizzati come sinonimo di forza e tenacia e determinazione.

I want to be single. Senza di te.

La snob loves berlin

Ci mancava lei, la blogger canadese Isabelle Teissier e il suo articolo “Voglio essere single, ma con te”  (tradotto in italiano dalla versione inglese, tradotta a sua volta dalla versione originale in francese apparsa sull’ Huffington Post Quebec, una di quelle traduzioni essenziali ecco). E poi ci mancava la risposta del blogger italiano Gianmaria Tammaro su GQ Italia per affrontare nuovamente i difficili problemi che affrontano le coppie e i single contemporanei. Perché diciamocelo francamente, è dai tempi delle lettere a Cioé che non si vedevano in giro un numero cosí spropositato di articoli sull’argomento. Bionde testimonianze di chi ha raggiunto l’obiettivo della coppia perfetta che si alternano a post disperati di single cronici che cercano di darsi pace enfatizzando i benefici che puó trarre chi non ha, e non per scelta, un partner con cui condividere il brodino nelle fredde serate invernali. Per quanto mi riguarda la veritá é che le dinamiche di coppia sono talmente uniche che non hanno bisogno di nessuna ricetta speciale se non di un pizzico di compromessi e di qualche grammo di sane bugie, mentre chi piange la propria solitudine sentimentale dovrebbe solo cambiare prospettiva e godersi il presente. Qualunque esso sia. E magari adottare un cane.

Save the date

La snob loves berlin

+++ SAVE THE DATE +++
Giovedí 9 Aprile 2015 ore 19:00

La snob fa due salti in libreria

Foto bookDirty Thirty. Mentre i ventenni si fanno di selfie e hashtag e i quarantenni cercano la loro indipendenza tra il bucato che fa ancora mammá e la comoditá del divano di casa ecco che ci siamo noi; i trentenni, per intenderci quella generazione a metá, nata nell’epoca delle spalline ingombranti e dei Duran Duran, cresciuta con il telefono fisso e i cd e che matura all’ombra di una crisi che sembra non avere fine e un progresso tecnologico che avanza ad una velocitá senza precedenti. Sulla carta siamo quelli sfigati. Nella realtá siamo quelli che ci provano. A fare cosa? Semplicemente a vivere come vogliamo noi, senza per forza seguire le regole stantie di un sistema sociale ed economico che mostra quotidianamente crepe. Abbiamo l’entusiamo della gioventú, l’esperienza di un quarto di secolo sulle spalle e il coraggio di rischiare.