Un biondo fine settimana a Stoccolma

Stoccolma non é una cittá che ti ruba il cuore e gli occhi.

Non é una cittá che riempie le giornate.

Forse la vera Stoccolma é nascosta, tra un’isola e un’altra, tra il cielo tormentato e l’acqua fredda del Nord. Forse si nasconde in alcuni occhi azzurri che ho visto e che mi hanno ipnotizzato senza peró farmi perdere la testa. Forse Stoccolma é semplicemente cosí, una cittá normale che tende all’unicitá ma che poi si perde in un cumulo di vicoletti che sembrano creati solo ed esclusivamente per i turisti.

Una donna bionda finta che gioca a fare la sofisticata anche se si vede la ricrescita.

Alcuni dettagli mi sono peró rimasti nella testa.

I capelli biondi, quasi bianchi dei bambini e di alcuni ragazzi.

I matrimoni primaverili, gli amici dello sposo e le scarpe di ricambio delle amiche della sposa. Elegantemente portate in giro in buste di carta. Una borsettina, no?

Le colazioni delle mamme al parco, che sembrava di essere dentro ad un quadro impressionista ma con i passeggini invece delle donne nude.

Il verde cittadino. Giardini metropolitani pubblici che ognuno rispetta e mantiene puliti.

La Stockholm Card. Costa talmente tanto che dovrebbero includerci il sole, il cielo azzurro, la colazione, eventuali cocktail nei club e pure qualche limone con un biondo, che non guasta mai.

L’odore simil scorreggia perenne. Dentro la metropolitana, nei locali, al supermercato. Troppo burro?

Le immagini dei reali svedesi, anche sulle copertine dei giornali piú trash, anche nelle vetrine delle pasticcerie. Ovunque esista la monarchia, questa riesce sempre a ritagliarsi un ampio spazio nel gossip locale. Victoria e Daniel non ne sono da meno.

I nomi delle strade. Che non sono pronunciabili a meno che non si abbia la lingua biforcuta.

Le persone del luogo che nonostante la cittá sia grande quanto un quartiere di Berlino non hanno idea di dove siano situati alcuni luoghi d’interesse pubblici. E che soprattutto, considerando la difficoltá nella riproduzione dei suoni svedesi da parte degli stranieri, dimostrano una flessibilitá e una disponibilitá pari a due meno meno.

La leggerezza delle donne scandinave che pur di arrivare da un punto A ad un punto B sono capaci di calpestare due alluci, spostare un tavolino, far cadere due birre piene per terra per poi allontanarsi infastidite. Da commenti locali pare abbiano lo stesso approccio con gli uomini. Decise, dure e tenaci se vogliono qualcuno se lo prendono fin quando annoiate non si rivolgono ad altri avventori. Pare che anche qui il fare da “macho” dell’uomo latino vada alla grande perché, testuali parole, “quattro schiaffi e due tirate di capelli hanno sempre il loro fascino”.

I disguidi linguistici. “Fika” vuol dire andiamo a prendere un caffé e un roll alla cannella e chiacchieriamo tutto il pomeriggio mentre grazie si dice “tack”. Alla milanese.

La luce. Magia pura. Nelle notti estive la luna si appisola sui tetti e il vedo-non vedo tipico del crepuscolo dura all’infinito.

Biondi

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