Una gita é per sempre – Lipsia

Mettete la sveglia all’alba e l’ansia di non svegliarsi in tempo, che con l’ora legale non si capisce se siano le 5:00 o le 6:00. Mettete il sole che inizia la sua giornata sul ponte di Warschauer Strasse accompagnato da una chitarra stanca. Mettete i cadaveri del sabato sera che puzzano di Kepab e Vodka e che sbagliano fermata e anche il loro nome. Mettete nove compagni di merende dallo spirito goliardico e una nuova cittá tedesca da esplorare.
Pensate che questo é solo l’inizio…

Mettete i sacchetti della merenda distribuiti urlando i vari cognomi, proprio come quando si andava in gita con la 4C e la 4A. Mettete i binari del treno, dritti e vuoti proprio come la campagna circostante. Mettete un cielo azzurro da bere e una nuova cittá da mangiare.

Mettete una Domenica mattina nel centro storico e un pomeriggio tra i capannoni delle vecchie zone industriali, messi a lucido e riqualificati, che ormai l’abbiamo imparato che i tedeschi non buttano via niente. Mettete la primavera, un caffé all’aria aperta, dei brownies al cioccolato e lamponi, un dondolo colorato e Heinz, che con i suoi zoccoli duri vuole partecipare al convivio direttamente ballando sul tavolo. Mettete una busta che fa da bandierina e dei riflessi lentissimi, che ormai gli anni che avanzano si misurano dal tempo che ci metti per arrivare alla bandierina, prenderla e scappare senza essere toccato.

Mettete un Photoautomat, quelle vecchie macchinette che fanno le fototessere in quattro scatti, e mettete nove persone che vogliono stare tutte insieme in quelle fototessere. Mettete che alla fine si vede un dente, un pezzo di barba, l’occhio, il dito e la punta dell’unghia di … non si capisce bene. Mettete il parco al tramonto con l’odore di barbecue e nove birre, tutte differenti perché si sa che la diversitá é ricchezza. Mettete un viaggio di ritorno all’insegna delle imitazioni, dei giochi e della pura goliardia nonostante le palpebre siano ormai arrivate al punto di non ritorno.

Una gita é per sempre.

Un bacio da Lipsia.

 
 
 (Credits: lasnoblovesberlin)

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